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domenica 30 luglio 2017

CONFESSIONI 1 di una PROSTITUTA MOLDAVA. Parte prima.
Per me l’Italia è il Paradiso

© 2017 Stefano di Stasio per testo e foto. Qualsiasi tentativo di riproduzione o plagio sarà perseguito in termini di legge. I nomi citati in questa rubrica sono di fantasia. Viceversa, i fatti a cui si fa riferimento sono ispirati a quelli liberamente narrati dalla protagonista, preventivamente  informata di parlare con un giornalista, a fronte di un lauto compenso in denaro in cambio delle notizie esclusive rivelate a PeF.

L’inviato di PAROLE e FOTOGRAFIE, dopo una trattativa durata mesi con la meretrice, ha raccolto in prima persona questa testimonianza che pubblichiamo. VIVA l’ITALIA!

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Mi chiamo Yelena Serpocean, questo è il nome falso sul mio passaporto vero ottenuto corrompendo un funzionario della milizia, e sono nata in Moldavia 24 anni fa, nella Transnistria, quella al confine con l’Ucraina. Dalle mie parti commerciano tutti in armi che esportano in tutta Europa. Sono venuta in Italia a fare la puttana direttamente due anni fa. Il mio nome di puttana è ELVIRA…

No, aspettate, che scema! Ho perso il pezzo iniziale, e sto dicendo la verità.
Scusate, ma a me piace bere la sera e poi, ma solo ultimamente, tiro pure un po’ di cocaina. E così mi scordo anche le cose importanti. Allora, dicevo che questo pezzo iniziale non lo volevo e così ho mandato un SMS all’autore di questo articolo, lo vedete come si chiama, lui è orgoglioso del suo blog Parole e Fotografie, in cui gli dicevo:

 “…cambia tutto, nome paese, nome di amiche, tutto, amore, e cancella foto che così mi rovini la vita, e poi dici che mi ami, non è vero, è una grandissima palla…”.

 Lo scrittore è uno stronzo, questo lo so da quando l’ho conosciuto un anno fa. Ma stronzo forte, eh! Però alla fine, rigiro come mi pare anche lui, gli argomenti non mi mancano, li vedi sotto la mia gonna che mi arriva quasi all'ombelico. E quindi lui mi ha dato ascolto, ha degradato la qualità delle foto in modo che io non fossi riconoscibile e ha modificato il testo del pezzo come adesso vi dico.

Una cosa vi voglio dire, se no, non capite un cazzo: io a questo stronzo di scrittore/giornalista non lo amo, come pensa lui, anzi mi fa schifo, però ci chiavo volentieri, perché lui, quando chiaviamo, mi fa fare le cose che mi piacciono a me. Non è mica come con i clienti! Quelli vogliono solo arrivare, 20 euro e vaffanculo. Lui, no, anzi! Da lui mi faccio leccare anche la fica che a me mi piace troppo assai! Certe volte lui mi dice “Amore godi tu, a me piace vederti che sei contenta” e mi fa arrivare prima a me e se lui poi alla fine non arriva nemmeno si incazza, dice che non fa niente e che si fa una sega. Ci siamo fatti più di cento chiavate io e lui in un anno e ho avuto certi orgasmi… Gli piace contare per quanti secondi godo, lui è fatto così, ha una mentalità scientifica. Una volta la mia fica ha avuto contrazioni per una quindicina di secondi. A lui gli piace quando io arrivo, perché, come mi disse quando cominciammo a chiavare quasi un anno fa, dice che una donna che caccia muco come lo sperma di un uomo quando gode, non l’ha mai incontrata. E a me quanto me ne cola di succo dalla fica quando arrivo! Me lo devo asciugare con un fazzoletto di carta!

Allora ritornando al racconto, la versione riveduta e corretta comincia così.

Mi chiamo errata Yelena Serpocean / corrige Nadia Serpentova e sono nata in errata Moldova / corrige Ukraina 24 anni fa, nell’oblast di errata Drochia / corrige L’viv. Dalle mie parti tutti commerciano in oro che esportano di contrabbando in tutta Europa, anche se il nostro oro non è purissimo, contiene un po’ di rame, ma costa la decima parte di quello che costa negli altri paesi dell’ovest. I doganieri polacchi lo sanno bene e fanno sempre i bastardi con gli Ucraini. Sono venuta in Italia a fare la puttana direttamente due anni fa. Il mio nome di puttana è errata ELVIRA/corrige MARINA.
Prima mi hanno fatto conoscere la mia organizzazione che copre il territorio fra Casaluce, San Tammaro di Aversa e Capua. Loro mi hanno dato un cellulare ultimo modello e una casa, me l’ha affittata uno che lavora nella Polizia di Stato. Mi hanno fatto fare pratica per qualche mese in un locale notturno della movida di Carinaro di Aversa. Io sono brava con le lingue, parlo perfettamente il Romeno, il Russo, l’Albanese, e ora anche l’Italiano.
     © 2017 foto Stefano di Stasio                     © 2017 foto Stefano di Stasio

Perché sono entusiasta dell’Italia? Ora ve lo spiego. Ho un’amica Romena, si chiama errata Ana/corrige Anka, lei fa la puttana da 7 anni, è più grande di me di età, è sulla quarantina. Qualche anno fa fu fermata dai Carabinieri e lei ne aggredì uno, graffiandolo e sputandogli addosso. Sta facendo il processo, ma nel frattempo, sai cosa succede? Quando qualche cliente non vuole pagarla, lei lavora a San Tammaro di notte, Anka gli sfila le chiavi dell’auto nel cruscotto e le lancia fuori dal finestrino per non farlo fuggire. Poi chiama i Carabinieri. Sì, avete capito bene! Anka chiama i Carabinieri. Questi vengono e intimano al cliente di pagare la signorina puttana, come la chiamano loro. Anka allora cosa fa? Se aveva pattuito per la prestazione bocca-fica 20 euro, dice che si era messa d’accordo per 100 euro e i Carabinieri costringono il malcapitato a pagare i 100 euro. Dove succedono cose così? Solo in Italia! A me sembra di vivere nelle favole.

Da me e da Anka vengono un sacco di poliziotti e carabinieri in borghese, ci fanno sentire protette. Dove abbiamo paura è solamente ai posti di blocco. La mia organizzazione possiede un parco macchine di più di 50 auto “pulite”. Noi prostitute che lavoriamo per loro ce le scambiamo e ce le vendiamo fra di noi, tanto nell'organizzazione ci sono anche le compagnie di assicurazione che ci fanno la polizza anche se noi non siamo il proprietario dell’autoveicolo, sul libretto di circolazione c’è il nome di una persona inesistente. Anche le SIM dei cellulari sono intestate a persone che non esistono o che sono morte, oppure a ditte inesistenti che esistono solo sulla carta.

    © 2017 foto Stefano di Stasio                     © 2017 foto Stefano di Stasio

Io sto qua, ho il compito importante di allargare verso Caserta la zona di controllo della mia organizzazione. Loro sono potenti. Sotto la copertura di puttana, io do una mano ai camorristi a fare carico e scarico di droga. E come faccio? È semplice. Arriva un furgone e lascia un carico di cocaina laggiù, la vedi quella specie di discarica nascosta dalla duna di terra? Io non tocco niente per carità. Faccio da vigile in mezzo al traffico, diciamo che faccio il vigile della cocaina, nel senso che vedo chi consegna, me lo appunto, e mi faccio dire chi deve venire a ritirarla. Naturalmente poi sorveglio che nessun coglione, che non c’entra un cazzo con il passaggio di mano, tocchi il finto sacco di spazzatura che contiene la cocaina nascosta.
Ma per me è facile: io laggiù ci porto a chiavare i clienti, così nessuno si avvicina, nemmeno i Carabinieri, perché pensano “è una signorina puttana che sta lavorando, lasciamo perdere”. 
Alla fine della mia giornata di puttana, verso le 17 d’inverno e verso le 18 d’estate, appena io vado via, viene chi deve ritirare la merce. Così, io gli spacciatori piccoli non li incontro proprio, e loro non vedono me, che è meglio, non si sa mai. Io conosco solo i corrieri dei grossisti di cocaina, quelli che la portano con il furgone bianco la mattina, e la nascondono in mezzo ai rifiuti.

I contadini qua attorno mi hanno denunciato, anche da Capua due vigili urbani sono venuti cento volte e tutte e cento ho detto loro che ero senza documenti e ho dato un indirizzo falso. Il risultato? 500 euro di multa al cliente Italiano, lui ha un indirizzo vero sulla sua carta d’identità.
E io sto ancora qua, allo stesso posto, a fare la puttana e nessuno riesce a farmi andare via. Poi quei due, lo sai? Mi ha detto Giulia la puttana che sta un chilometro più in là, che qualche volta tornano, ma non con la macchina del comune di Capua, con una macchina vecchia. Vengono in tre e vanno a chiavare con lei, gratis.

Una sola volta i Carabinieri mi hanno portato in caserma per identificarmi, mi hanno preso le impronte digitali e il giorno dopo ho dovuto mostrare loro il passaporto, hanno preso il numero del passaporto. Io non ho il permesso di soggiorno, sono clandestina, ah, ah, ah! Prendetemi se siete capaci! Ma sai che grande problema! Sono tornata in errata Moldova/corrige Ukraina a Natale e con 100 euro ho corrotto il funzionario della polizia moldava e mi sono fatta rilasciare all’istante un passaporto nuovo fiammante, ovviamente con un nuovo numero di passaporto. Per il permesso di soggiorno, la mia organizzazione è internazionale, ha uomini all’interno dell’ambasciata italiana a errata Chișinău/corrige Kiev, posso avere tutti i visti turistici che voglio. Basta che torno in Ukraina e compro un biglietto aereo di andata e ritorno per l’Italia, vengo qua con il visto di tre mesi, il biglietto di ritorno non lo uso. All’aeroporto di Napoli, invento ogni volta un indirizzo diverso di una mia amica italiana che non esiste, quando la polizia mi chiede presso chi vado a soggiornare in Italia. 

Mi sento potente, nessuno mi può toccare. A tutte le altre prostitute della zona i carabinieri e la polizia municipale di Capua hanno consegnato il foglio di via, perché a me no? Eppure avevano l’ordine di notificarlo.

Io sono troppo intoccabile, ho scelto bene i miei amici di Aversa.

 

    © 2017 foto Stefano di Stasio                     © 2017 foto Stefano di Stasio

Dici, se a me mi piace di fare la puttana e di fare la sorvegliante dello scarico di cocaina?
No, a me mi fanno schifo i clienti Italiani, anche se io vado solo con gli Italiani, con gli stranieri no, quelli picchiano. Gli Italiani ci trattano a noi puttane come delle fidanzate, anche se il 99 percento ha una moglie e dei figli a casa. Figurati che uno dell’esercito, un maresciallo, mi portava la spesa che faceva per me al supermercato, e quando mi hanno portato in caserma ci è venuto dietro perché si preoccupava per me. I contadini mi fanno le denunce, ma poi qualche contadino viene a chiavare con me e mi fa i regali. 
Da me vengono pure medici dell’ospedale di Caserta, alcuni avvocati di Aversa e spesso dei camorristi che se ne fottono degli arresti domiciliari e vengono a chiavare. Mi mandano, i camorristi che stanno agli arresti domiciliari fra S. Maria Capua Vetere – Capua - S. Tammaro di Aversa. Tanto lo sai che succede se i carabinieri riescono a fermarne qualcuno che è evaso dai domiciliari? LO RIMETTONO di nuovo agli arresti domiciliari. E lui torna a venire a chiavare da me felice e contento!
I medici servono a fare certificati di false malattie ai latitanti e a quelli che stanno in carcere, e gli avvocati sono a libro paga direttamente dalla nostra organizzazione. Poi i miei capi li mandano da me qua alla rotonda per farli distrarre e ripagarli con i miei bucchini e la mia fica a pecorina.

Per il lavoro di vigile della cocaina che ne penso? Non sono cazzi miei, mi hanno detto di fare così e io lo faccio, però a ogni scarico che sorveglio per una giornata mi danno mille euro! E per me non sono pochi, dovrei fare in un giorno cinquanta bucchini pecora, e figurati! Certi giorni viene un solo cliente. Nelle giornate fortunate, ne faccio 12-15.

Quanto faccio in un giorno facendo la puttana? Anche 400 euro, escludendo gli extra che guadagno come vigile della cocaina, ma loro, i grossisti non consegnano spesso, diciamo una volta al mese. A guadagnare comunque guadagno, pure solo con la fica. 

Tu non sai quanti pensionati vengono a spendere la pensione da me. Sono ridicoli, non ce la fanno a chiavare, ma vogliono vivere u’ sfizio/lo spasso, la trasgressione del marito che lascia a casa la moglie anziana e va a puttane. Spesso la moglie è immobilizzata a letto per un ictus o una frattura. Io li assecondo, loro mi pagano 20 euro a botta, mi faccio pagare appena arrivano. Io sono brava, un cliente lo sbrigo pure in tre minuti, dipende da quanto sta arrapato. E se non sta arrapato, dopo cinque minuti di bucchino, gli dico: Tu non sei buono, vattene! E lui si mortifica pure, hai capito come sono gli Italiani? Oppure se un cliente arriva dopo due-tre colpi nella mia fica, a volte se la prende con il suo cazzo e lo chiama “stu strunz’ che teng’ in miez i’ cosce/ Questo stronzo che ho in mezzo alle gambe! (il pene ndr)”.
    © 2017 foto Stefano di Stasio                     © 2017 foto Stefano di Stasio

Gli Italiani sono favolosi e l’Italia per me è il Paradiso. Qua ho potuto comprare borse di 2000 euro e scarpe di 700 euro. La mia famiglia, intendo mia madre, mio padre e mia nonna, lo sanno che faccio la puttana in Italia e anche la criminale nell’organizzazione di malavitosi, ogni mese mando dei soldi a mia madre per tenermeli da parte. Mia sorella errata Victoria/corrige Orissa invece non lo sa e non lo deve sapere, lei è una brava ragazza. Mia madre e mio padre le hanno detto che lavoro in un supermercato. Ma io mando a mia madre 2000-3000 euro al mese, se Victoria lo sapesse si insospettirebbe, lo sa bene che non si guadagna tanto con questo lavoro anche in Italia! Anche lei ha lavorato qualche volta nei supermercati in errata Moldova/corrige Ukraina per uno stipendio che equivale appena a circa 200 euro al mese. Mio padre lavora come guardiano di una fabbrica e lo pagano 600 dollari al mese, in Russia a Sochi. Povera scema, mia sorella. Lei è fidanzata con un elettricista, si chiama errata Arthur/corrige Victor, e non deve sapere che faccio la puttana, se no Victor non se la sposa. Però i soldi da me li vuole, ogni tanto glieli mando quando lei è al verde.

Ah! A proposito: io sono ricca in errata Moldova/corrige Ukraina, abbiamo una fattoria e mio padre ha comprato due appartamenti per me e mia sorella uno a errata Drochia/corrige Truskavetz, da dove veniamo, e uno nella capitale  errata Chișinău / corrige Kiev.

No io non ho bisogno economico di fare la puttana e nemmeno di lavorare con gli spacciatori di cocaina.
Mi piace però avere molti soldi in tasca, mi ubriaco la sera e più di una volta ho sfasciato macchine non mie in incidenti serali. I proprietari? Sono Italiani, non mi hanno detto nulla, si sono preoccupati se io mi ero fatta male.

A Carinaro di Aversa, via Piro, dove abito clandestinamente a casa del poliziotto, c’è una farmacista che lavora per l’organizzazione. Senza ricetta mi dà tutto quello che voglio, dalla pillola del giorno dopo ai medicinali per il mal di testa e la tachicardia. L’organizzazione ci manda anche da una ginecologa, molte delle sue clienti fanno le puttane. A lei la pagano i nostri capi. 
Oh! Il mio indirizzo vero tientelo per te, noi puttane, molte di noi, quando ci fermano i carabinieri o la polizia dichiariamo che il nostro domicilio è "Teverolastrada statale 7bis". E loro lo scrivono sul verbale e vaffanculo! Figurati che la mia amica Anka ha denunciato il carabiniere e ha scritto nella sua denuncia che lei abitava a "DOMICILIO: strada statale 7bis" . Pure ROSA/Elisabetta, quella Romena che l'anno scorso stava qua a fare la puttana insieme a me, quando la hanno fermata la polizia locale di Capua, ha fatto scrivere sul verbale: "DOMICILIO: Teverolastrada statale 7bis".

Che cazzo posso volere di più dalla vita? VIVA l’ITALIA!


© 2017 testo e foto Stefano di Stasio. Qualsiasi tentativo di riproduzione o plagio sarà perseguito in termini di legge